Bologna e i suoi soprannomi. Parte 2: “La Grassa”

Immagine da qui.

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Сегодня мы продолжаем знакомиться с Болоньей и ее прозвищами (первая часть цикла здесь). Эпитет La Grassa («Жирная») имеет положительную окраску: речь идет о похвале местной кухне. В средневековом коллективном сознании прилагательное «жирный» было неотделимо от идеи жизни (кстати, в русском языке слова «жир» и «жить» этимологически связаны), ведь в западном мире культура голода уступила место культуре изобилия совсем недавно…*

Мясной соус ragù, тортеллини, мортаделла – всё это Болонья. А если мы вспомним, что этот город является центром такой области, как Эмилия-Романья, то сюда надо добавить еще и пармскую ветчину, пармезан, моденский бальзамический уксус… Не случайно классик итальянской литературы Иппóлито Ньево писал, что в Болонье за год съедаешь больше, чем в Венеции за два года, в Риме за три, в Турине за пять и в Генуе за двадцать («Исповедь итальянца», 1867, оригинал приводится в нашем тексте).

Domande e suggerimenti lessicali

  • Trovate nel testo gli equivalenti italiani di «восхвалять» (letteralmente «ткать похвалу»), «непременно, обязательно» (da usare con gli aggettivi, mai con i verbi), «гурман».
  • Che cosa significano i seguenti termini ed espressioni: fare riverenza (a proposito, il termine russo «реверанс» ha la stessa origine e manifesta una certa connessione semantica con riverenza), palato (nei contesti in cui è usato nel testo), flessione (sempre nel contesto in cui è presente nel testo), DOC?
  • Trovate nel testo i sinonimi di allegro (gioioso, lieto ecc.) e favorevole.
  • A quale categoria grammaticale appartiene la forma edita? Qual è il suo rapporto con il verbo editare?

Bologna “la Grassa”

“Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza che la merita”. A tessere questo entusiastico elogio della buona tavola bolognese è il grande Pellegrino Artusi**, nel suo celebre trattato gastronomico uscito alla fine dell’800. Nel suo fortunato ricettario riservò ampio spazio alla tradizione culinaria di Bologna, segnalandola all’attenzione dell’Italia intera. Se ci spostiamo più avanti nel tempo, vediamo che la percezione immaginaria della città come paradiso delle delizie del palato non conosce flessioni. Nella Guida gastronomica d’Italia del Touring Club Italiano, edita nel 1931, si afferma che Bologna è un luogo in cui “il giocondo amore della mensa trova le soddisfazioni più complete, in un’atmosfera simpatica e propiziatrice”.

Bologna, il Mercato di Mezzo. Foto da qui.

Bologna, il Mercato di Mezzo. Foto da qui.

Per ogni bolognese DOC mangiare bene è una priorità assoluta. Vicino alla famosa basilica di San Petronio c’è l’antico “mercato di mezzo” in cui i buongustai non saprebbero certo quale vetrina guardare. I tradizionali negozi di specialità locali sono l’esempio perfetto dell’edonismo bolognese, con salumi e formaggi d’ogni tipo, ma rigorosamente artigianali, per soddisfare i palati più esigenti. Non deve sorprendere, allora, che l’economia regionale si basi sull’industria alimentare.

Non a caso, prodotti tipici di questa regione sono il prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano, l’aceto balsamico e la mortadella di Bologna. Tre di questi prodotti, il prosciutto, il parmigiano e la mortadella, sono gli ingredienti fondamentali dei tortellini, famosi in tutto il mondo.

“Si mangia più a Bologna in un anno che a Venezia in due, a Roma in tre, a Torino in cinque e a Genova in venti” (Ippolito Nievo, “Confessioni di un italiano”, 1867).

Testo da qui.

* Pellegrino Artusi (1820-1911) è stato uno critico letterario, scrittore e gastronomo. Il testo fa riferimento al suo trattato La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.

** Вот что на эту тему пишет историк Массимо Монтанари, о котором мы рассказываем в материале о загадке сочетания сыра с грушами:

Si osservi che nel linguaggio ecclesiastico, così come nel linguaggio comune, la dieta quaresimale è definita «mangiare di magro», mentre il «mangiare di grasso» equivale al mangiar carne. Dunque la cultura medievale – rimasta, in questo caso, fino ai giorni nostri – identifica la carne con il grasso, o perlomeno li accomuna nella stessa cornice di valori, proiettando anche sul grasso l’immagine fortemente positiva che connota la carne. La cosa si conferma sia sul piano economico sia sul piano simbolico: se i tagli di carne erano tanto più apprezzati commercialmente quanto più erano grassi, l’aggettivo «grasso» per lo più denotava caratteri di benessere e felicità. Per Bologna, l’epiteto «grassa» non fu certo coniato per dileggio, e l’alta borghesia fiorentina non trovò migliore espressione di «popolo grasso » per definire il proprio statuto sociale nel momento del massimo potere economico e politico. I canoni di valutazione erano opposti
a quelli attuali, e l’affannosa richiesta di “carne magra”, oggi così di moda, sarebbe apparsa ai nostri progenitori quantomeno bizzarra.

(Massimo Montanari, Gusti del Medioevo. I prodotti, la cucina, la tavola. Bari, Laterza, 2012, p. 74)

Другие материалы цикла о прозвищах Болоньи: Parte 1: Bologna “la Dotta”Parte 3: Bologna “la Rossa”.

A proposito di Alina Zvonareva

Алина Звонарева – кандидат филологических наук, преподаватель итальянского языка, переводчик поэзии. Совместно с Ириной Волковой основала сайт Italiano ConTesti в январе 2016 года. Alina Zvonareva è dottore di ricerca in filologa romanza, insegnante di italiano per stranieri, traduttrice di poesia. Insieme a Irina Volkova, ha fondato il sito Italiano ConTesti in gennaio 2016.

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