Calendari medievali italiani: febbraio

Мы продолжаем наше путешествие по средневековым итальянским календарям. Февраль – самый суровый и неприветливый месяц года, но средневековые люди встречают его с достоинством. В скульптурном календаре XIII века из Феррары крестьянин держит нож для обрубки сучьев так, как будто это меч, которым необходимо дать отпор врагу.

Domande e suggerimenti

  • Quali riferimenti alla vita quotidiana della società italiana del Duecento contiene la raffigurazione del mese di febbraio del calendario di Ferrara? Quali lavori agricoli sono legati al mese di febbraio, nel Medioevo? Quali oggetti di uso quotidiano sono menzionati nel testo? 
  • Il calendario scolpito originariamente era monocromo o colorato?
  • Trovate nel testo gli equivalenti italiani di «лишний элемент», «запасы еды», «страдать от холода и голода», «передать атмосферу зимы», «острый интерес к реальности», «мельчайшие детали», «дискриминируемая часть общества».
  • Osservate l’uso dell’infitino nei sintagmi l’avvicendarsi delle stagioni e con l’andare del tempo e pensate a come essi potrebbero essere tradotti.
  • Analizzate l’uso del congiuntivo nelle seguenti frasi: Qualunque sia l’attività in cui è occupato, probabilmente non vede l’ora di rientrare nel caldo della casaabituato a trasferirsi ovunque possa trovare lavoro nei cantieri delle cattedralisembra che il giovane abbia la fierezza di un antico guerriero e impugni il ramo, che tiene in mano, come fosse una spada.

Il calendario di pietra: febbraio, di Grazia A., autrice del blog sull’arte Senza dedica

Dixe febraio: io non arò ma’ bene
L’acqua e la neve adoso me vene
Rompo la ghiaza com gran pene
De tuti i mixi io som lo pezore.

[Dice febbraio: io non avrò mai pace
L’acqua e la neve mi piombano addosso
Rompo il ghiaccio con gran fatica
Di tutti i mesi sono senz’altro il peggiore.]

(Ballata dei Mesi del XIV secolo, Italia settentrionale)

Gennaio quest’anno è passato in fretta. Appena un soffio ed è già il momento di staccare il secondo foglio del calendario. Siamo a Febbraio, il mese destinato, nell’antica Roma, ai Lupercali, i riti della purificazione e che proprio dal verbo latino februare (purificare) prende il nome.

Sono davvero molti i calendari scolpiti con le raffigurazioni dei mesi che, tra XII e XIII secolo, ornano le chiese grandi e piccole delle città e della campagna. Tra le tante immagini ho scelto quella del Ciclo eseguito, nella prima metà del Duecento, per la porta meridionale del duomo di Ferrara (e ora conservato al museo della Cattedrale). Ed ecco il Febbraio di otto secoli fa:

Ferrara-febbraio-calendario-medievale

A sinistra, un giovane contadino che indossa una corta tunica, trattenuta alla vita da una cintura e con maniche lunghe e strette, si protegge dal freddo con un mantello. Regge in una mano un grande ramo secco e nell’altra una roncola. Ai piedi non porta gli zoccoli, abitualmente usati dai più poveri, ma comode calzature di pelle (o più probabilmente di feltro) che arrivano alle caviglie. È raffigurato mentre è intento a uno dei pochi lavori consentiti dalla stagione: la potatura. O, forse, invece, sta preparando un palo di sostegno per le viti che allora in Italia venivano già coltivate in filari ravvicinati.

Qualunque sia l’attività in cui è occupato, probabilmente non vede l’ora di rientrare nel caldo della casa. Ora come allora febbraio era il mese più freddo dell’inverno: i detti popolari “Febbraio, febbraietto mese corto e maledetto”, oppure “febbraio corto e amaro” hanno tramandato nel tempo l’idea di un mese gelido e aspro. Un mese in cui stare al chiuso per proteggersi dai rigori della stagione. In effetti, a destra, il focolare aperto senza camino – completo di un paiolo e di una cremagliera appesa a un anello al soffitto – e gli insaccati che pendono alla parete danno l’idea di un interno in cui trovare rifugio. Nessun lusso, nessun elemento superfluo, ma c’è, comunque, da esserne contenti. Soprattutto in un’epoca in cui non tutti possono contare sul calore del fuoco o sulle scorte di cibo accumulate e in tanti, invece, patiscono i morsi del gelo e della fame.

La scena è tutta qui. Con pochi tratti, l’ignoto scultore riesce a restituire l’atmosfera dell’inverno: gli bastano i rami spogli degli alberi, le calzature pesanti e la presenza, appena suggerita, del tepore del fuoco. Un così spiccato interesse per la realtà gli deriva, probabilmente, dalla sua esperienza di artigiano, abituato a trasferirsi ovunque possa trovare lavoro nei cantieri delle cattedrali. Forse nei suoi spostamenti ha visto i calendari dei mesi delle chiese dell’Ile-de-France ed è rimasto colpito dalla loro attenzione ai più minuti dettagli della vita quotidiana. Ed è quello che cerca, appunto, di riproporre nel Ciclo di Ferrara. Un altro tocco di verità era aggiunto dal colore che, all’origine, ornava tutte le scene, ma che ormai, con l’andare del tempo, è completamente scomparso.

In ogni caso, quello che colpisce nel mese di Febbraio è la grande dignità, con cui è rappresentata la scena. Tanto che sembra che il giovane abbia la fierezza di un antico guerriero e impugni il ramo, che tiene in mano, come fosse una spada. A Ferrara, come negli altri Calendari dei Mesi, i contadini, una parte indispensabile quanto spesso bistrattata della società, diventano finalmente protagonisti: sono loro e non i personaggi delle storie dell’Antico e del Nuovo Testamento, i nobili, o i Santi a ritmare, col loro lavoro, l’avvicendarsi delle stagioni. E sono i loro gesti e la loro fatica quotidiana, altrimenti ignorata, ad essere tramandati fino a noi.

Il testo originale di Grazia si può leggere qui.

Dallo stesso ciclo: Gennaio, MarzoAprile, Maggio, GiugnoLuglioAgostoSettembre, Ottobre, Novembre, Dicembre.

A proposito di Alina Zvonareva

Алина Звонарева – кандидат филологических наук, преподаватель итальянского языка, переводчик поэзии. Совместно с Ириной Волковой основала сайт Italiano ConTesti в январе 2016 года. Alina Zvonareva è dottore di ricerca in filologa romanza, insegnante di italiano per stranieri, traduttrice di poesia. Insieme a Irina Volkova, ha fondato il sito Italiano ConTesti in gennaio 2016.

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