Calendari medievali italiani: ottobre

Duomo di Parma, il Ciclo dei Mesi (da sinistra a destra): Ottobre, Novembre, Dicembre

Duomo di Parma, il Ciclo dei Mesi (da sinistra a destra): Ottobre, Novembre, Dicembre

Тема двенадцати месяцев в средневековом итальянском искусстве: посев озимых культур в октябре, в версии скульптурного календаря XIII века из Ареццо. О туманах, сеятелях, благословении полей и поэте Габриэле Д’Аннунцио. Текст для продвинутого уровня владения языком.

Domande e suggerimenti

  • Da che parola deriva il nome brumaio e a quale fenomeno meteorologico allude?
  • Trovate nel testo gli equivalenti italiani di «годичный урожай», «посев», «семена для посева», «борозда», «уступать место», «неизменно повторяющийся ритуал».
  • Analizzate dal punto di vista grammaticale il sintagma un lento avanzare e pensate a come esso potrebbe essere tradotto
  • Vi invitiamo a cercare altre immagini del mese di ottobre nei calendari medievali e a pubblicarle nella sezione commenti nei nostri profili social.

Il calendario di pietra: ottobre, di Grazia A., autrice del blog sull’arte Senza dedica

Dixe Ottobre: e’ spillo lo vino,
vago cercando qual è il più fino,
vendo quello a rio sauore
e per mi bevo lo migliore.

[Dice Ottobre: io spillo il vino,
vado in cerca di quello più fine,
vendo quello che ha un cattivo sapore
e  tengo per me stesso quello migliore. – AZ]

(Ballata dei Mesi del XIV secolo, Italia settentrionale)

Eccoci ormai al decimo mese dell’anno, l’ottavo, secondo il calendario romano da cui ha preso il nome: ottobre.

Negli anni successivi alla Rivoluzione francese, ottobre era diviso tra due mesi: Vendemmiaio fino al 22 e, poi, Brumaio. Sono nomi questi che descrivono bene il carattere di questo periodo dell’anno, in cui un autunno ancora pieno di sole può sfumare, d’improvviso, nelle nebbie che preannunciano l’inverno, mentre nel paesaggio predominano i colori caldi e dorati del rosso e del giallo delle foglie.

Nei Cicli dei Mesi degli inizi del XIII secolo, di cui pubblichiamo le immagini, manca, per questo mese, la formella della cattedrale di Ferrara ed è rimasta solo la raffigurazione di Santa Maria della Pieve ad Arezzo.
Nei campi ormai la vendemmia quasi ovunque è terminata, i frutti sono stati raccolti e i contadini cominciano a prepararsi per le stagioni a venire. Ottobre è il momento della semina.

Ottobre, Pieve di Santa Maria Assunta, Arezzo

Ottobre, Pieve di Santa Maria Assunta, Arezzo

Il giovane contadino sbarbato delle rappresentazioni precedenti lascia spazio ora a un uomo maturo con una lunga barba che, per difendersi dai primi freddi, indossa robusti stivaletti, una tunica pesante e un mantello.
È raffigurato proprio nell’atto di gettare i semi, che tiene stretti nel pugno chiuso: il gesto è quello tradizionale della semina a spaglio, che consiste nello spargere le sementi con la mano nel terreno già preparato. Nessun altro elemento è presente nella scena, dove solo la posizione delle gambe dell’uomo, completamente assorto in se stesso, suggerisce un lento avanzare. Si avverte quasi il rispetto dell’ignoto artista per uno dei momenti più importanti dell’ attività della campagna, a cui veniva affidata tutta la speranza di una buona annata futura. Tutto si concentra in quel gesto misurato e composto, un gesto che, nella dignità e nella essenzialità della raffigurazione, assume una valenza quasi sacra. E che nella tradizione più antica era accompagnato dalla benedizione dei solchi e dalle preghiere.

Come un rito austero e solenne che si è ripetuto immutabile nel corso del tempo. Tanto da poter essere descritto – sempre uguale a distanza di secoli – in una poesia dedicata da Gabriele D’Annunzio ai “Seminatori”:

Van per il campo i validi garzoni,
guidando i buoi dalla pacata faccia,
e, dietro quelli, fumiga la traccia
del ferro aperta alle seminagioni.

Poi, con un largo gesto delle braccia,
spargon gli adulti la semenza; e i buoni
vecchi, levando al cielo le orazioni,
pensan frutti opulenti, se a Dio piaccia.

Quasi una pia riconoscenza umana
oggi onora la terra. Nel modesto
lume del sole, al vespero, il nivale

tempio dei monti innalzasi: una piana
canzon levano gli uomini e nel gesto
hanno una maestà sacerdotale.

Il testo originale di Grazia si può leggere qui.

Dallo stesso ciclo: GennaioFebbraio, Marzo, Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Novembre, Dicembre.

A proposito di Alina Zvonareva

Алина Звонарева – кандидат филологических наук, преподаватель итальянского языка, переводчик поэзии. Совместно с Ириной Волковой основала сайт Italiano ConTesti в январе 2016 года. Alina Zvonareva è dottore di ricerca in filologa romanza, insegnante di italiano per stranieri, traduttrice di poesia. Insieme a Irina Volkova, ha fondato il sito Italiano ConTesti in gennaio 2016.

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