Gianduja e Giacometta: storie di maschere e cioccolate torinesi

gianduiotti-italianocontestiТурин – один из самых «шоколадных» городов Италии. Помимо высокой концентрации исторических кафе, где требовательные гурманы найдут изысканные пирожные на любой вкус (а также кофе «бичерин», в состав которого входит горячий шоколад), столица Пьемонта славится тем, что здесь была изобретена джандуйя — знаменитый шоколад с высоким содержанием пасты из лесных орехов (nocciola). Как правило, джандуйя продается в форме шоколадных конфет в золотой обертке –  gianduiotti. Но знаете ли вы, что Джандуйя — это не только шоколад, но еще и маска туринского Карнавала, в которой нашли воплощение многие черты пьемонтского «национального» характера (gentiluomo piemontese)? О господине Джандуйе и его подруге Джакометте рассказывает жительница Пьемонта Анна Коронато.

Gianduja, maschera torinese

Gianduja e Giacometta sono due celebri maschere popolari torinesi. Il nome di Gianduja si fa derivare dalla locuzione in dialetto piemontese “Giôan d’la duja”, ossia “Giovanni del boccale”, in riferimento al suo debole per il vino. Gianduja difatti è un personaggio godereccio, impertinente e amante della buona tavola, ma impersona anche il galantuomo piemontese, uomo coraggioso dallo spirito arguto e dal cuore generoso. Indossa un tricorno sul quale è appuntata una coccarda tricolore, una parrucca con codino, una giubba marrone orlata di rosso sopra un panciotto giallo, calzoni corti al ginocchio, calze rosse e scarpe con fibbia d’ottone. Giacometta è la sua aggraziata ed inseparabile compagna; porta una veste ampia con spalle coperte da uno scialle in pizzo, un grembiule allacciato in vita e un copricapo dal grande orlo ovale che le incornicia il viso. Ha un carattere dolce, ma quando si tratta di difendere i deboli dai prepotenti, tira fuori tutta la sua grinta ed il suo ardimento è pari a quello di Gianduja.

Gianduja per Torino e per il Piemonte è più che una maschera: la sua storia è legata a quella del Risorgimento italiano e la sua figura incarna lo spirito patriottico moderato piemontese durante le guerre d’indipendenza. La maschera nasce all’inizio dell’Ottocento a Callianetto, nell’astigiano, inventata dai burattinai Giambattista Sales, torinese, e Gioacchino Bellone, di Racconigi. Fino al 1802 il suo nome era Gerolamo, ma venne poi mutato in Gianduja, per timore che in esso si potessero scorgere allusioni ai potenti di quell’epoca: forse il Doge Gerolamo Durazzo eletto da Napoleone a Genova, dove allora i burattinai tenevano i loro spettacoli di satira politica; o il fratello stesso dell’imperatore, Girolamo Bonaparte. Sales e Bellone si trasferirono in seguito a Torino e lì la maschera di Gianduja riscosse un successo enorme diventando simbolo del popolo piemontese, di cui ben rappresentava l’animo in tale particolare periodo storico.

La lavorazione dell’impasto del gianduja. Foto scattata all’interno del Laboratorio di Ballesio Cioccolato, produttore artigianale torinese.

Grazie alla sua popolarità, il nome Gianduja fu dato ad almanacchi, riviste, locali pubblici e persino allo speciale impasto di cioccolata noto in tutto il mondo, inventato nella stessa epoca. Durante il periodo napoleonico, infatti, il cacao, che arrivava dall’America latina, aveva raggiunto un prezzo altissimo a causa dei forti dazi alle importazioni imposti dal governo. I cioccolatai dovettero perciò escogitare un modo per rendere meno costosa la produzione del cioccolato e dei cioccolatini e a Torino crearono una ricetta che prevedeva una quantità inferiore di cacao, compensata aggiungendo all’impasto la polvere di nocciole, una materia prima locale abbondante, quindi economica. I primi gianduiotti furono creati dall’azienda dolciaria torinese Caffarel e in occasione di una sfilata del Carnevale vennero distribuiti dalla maschera di Gianduja, prendendo da lì il loro nome. Non poteva però mancare a Torino un cioccolatino dedicato alla fedele compagna di Gianduja; così nel secolo scorso Giordano, altra antica fabbrica di cioccolato torinese, creò la “Giacometta”, una deliziosa pralina fatta con un impasto simile a quello del gianduiotto, rinsaldando con dolcezza il matrimonio tra le due maschere.

La preparazione di un gianduiotto. Foto scattata all’interno del Laboratorio di Ballesio Cioccolato, produttore artigianale torinese.

Glossario

  • godereccio – (agg.) incline ai piaceri, soprattutto dei sensi
  • impertinente – (agg.) che manca di rispetto, sfacciato, insolente
  • arguto – (agg.) che mostra prontezza e vivacità d’ingegno
  • grinta – (sost.) forza, determinazione
  • astigiano – (sost. sing.) il territorio intorno ad Asti; (agg.) nativo o abitante di Asti

A proposito di Anna Coronato

Анна Коронато, предприниматель, основала сайт Lands of Goodness (http://landsofgoodness.com), посвященный эногастрономии Пьемонта. Горячо интересуется русской культурой, в течение нескольких месяцев жила в Санкт-Петербурге и Москве. Окончила факультет иностранных языков университета Урбино, защитив дипломную работу о Зинаиде Гиппиус. Anna Coronato, imprenditrice, ha creato insieme a un socio il sito Lands of Goodness per promuovere le eccellenze enogastronomiche del Piemonte. Da sempre appassionata di cultura russa, ha vissuto diversi mesi a San Pietroburgo e Mosca e si è laureata in lingue ad Urbino con una tesi sulla scrittrice Zinaida Gippius.

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