Il calendario medievale di Torre Aquila a Trento: gennaio

Наступил январь, а это значит, что пора начинать наш новый средневековый календарь. В этом году нас будут сопровождать фрески начала XV века из замка Буонконсильо в городе Тренто (административном центре горной область Трентино на северо-востоке Италии) и тексты о них – для продвинутого уровня владения итальянским. Календарный цикл расположен в башне Аквила («Орлиной башне», Torre dell’Aquila), а «январская» фреска интересна, помимо прочего, тем, что представляет собой одно из первых изображений заснеженного пейзажа в европейском искусстве (на фоне которого благородные дамы и кавалеры играют в снежки… перед нами настоящая зимняя сказка!).

Перед тем, как начать читать текст об этом календаре XV века, мы предлагаем вам посмотреть небольшое видео о самом замке Буонконсильо — символе города Тренто.

Simbolo di Trento, il Castello del Buonconsiglio fu costruito nel Duecento su una collina chiamata Malconsei, ovvero “Cattivo consiglio”. Tuttavia il castello divenne residenza dei principi vescovi e sede del consiglio, per cui il nome fu modificato. Mirabile il Ciclo dei Mesi nella Torre dell’Aquila, contenente, tra le altre cose, uno dei primi paesaggi innevati nell’arte europea.

Domande 

  • Che cosa è il gotico internazionale? Qual è il termine russo equivalente?
  • Di che origine era il pittore che affrescò la Torre dell’Aquila con la rappresentazione dei mesi?
  • Perché il Castello del Buonconsiglio è anche un luogo di martirio?

Il ciclo dei mesi di Torre Aquila a Trento: gennaio, di Grazia A., autrice del blog sull’arte Senza dedica

Domande e suggerimenti

  • In che modo la raffigurazione del mese di gennaio del calendario di Trento rispecchia i gusti dell’epoca? Perché è stato scelto proprio questo soggetto per gli affreschi della sala in questione? 
  • Qual è l’origine del nome Torre dell’Aquila? 
  • Trovate nel testo gli equivalenti italiani di «путешествие назад во времени», «игра в снежки», «заказчик», «занимать высокий пост», «в курсе последних веяний».
  • Cosa significano le seguenti parole ed espressioni: colpo di mano, ponte levatoio, scala a chiocciola?

È l’inizio dell’anno e, inevitabilmente, è il periodo dei bilanci, degli oroscopi e dei calendari. Per il calendario di quest’anno occorre immaginare un viaggio a ritroso nel tempo, fino ai primi del Quattrocento, per scoprirvi, insieme al passaggio delle stagioni, la vita quotidiana di signori e contadini di sei secoli fa. Questa volta andiamo a Trento per trovare i grandi affreschi del ciclo dei Mesi della sala della Torre Aquila nel Castello del Buonconsiglio.
La prima immagine è quella di Gennaio.

In alto, la posizione del sole e l’iscrizione indicano il segno astrologico del mese: l’Acquario. Nella scena sottostante la vera protagonista è la neve dell’inverno. Su uno sfondo completamente imbiancato, si erge un castello, identificato con quello trentino di Stenico, con il suo ponte levatoio abbassato su un ruscello gelato.

In primo piano, due gruppi di aristocratici, abbigliati con eleganza – le donne con lunghi capelli biondi e gli uomini con la corta barba allora di moda – hanno lasciato il tepore dell’interno per dedicarsi al più tradizionale degli svaghi: la battaglia a palle di neve. Indossano comodi e morbidi abiti di lana che li proteggono dai rigori del gelo, senza rinunciare, però, agli ampi scolli, o ai lunghi mantelli foderati di pelliccia alla moda del tempo. In secondo piano, due cacciatori avanzano a fatica nella neve morbida, che arriva fin a mezza gamba, tenendo ciascuno due cani al guinzaglio. Due volpi, dai manti rossicci, si nascondono tra gli alberi e i bassi cespugli, che spiccano sul terreno candido, col loro colore verde scuro, mentre un tasso cerca rifugio nella sua tana. Castelli, giovani eleganti che si divertono, il bianco dell’inverno: gli elementi di una scena da fiaba ci sono tutti, così come voleva il gusto dell’epoca.

La posizione geografica di Trento ne faceva un punto di passaggio fondamentale tra Nord e Sud, tra la Germania e l’Italia. Il committente degli affreschi, il principe-vescovo Giorgio di Liechtenstein, discendente da una ricchissima famiglia aristocratica con possedimenti in Austria e in Moravia, era arrivato nel 1391, da Vienna, dove aveva esercitato la più alta carica religiosa della città come prevosto della cattedrale di Santo Stefano. A Trento non rinuncia alla sue abitudini da gran signore e, per avere una dimora all’altezza delle sue aspettative, rifiuta di stabilirsi nel castello, tradizionale sede dei vescovi. Con un colpo di mano si impossessa, invece, di un edificio pubblico: la torre della porta meridionale della città, detta Aquila dal nome dell’antica città di Aquileia, verso cui era rivolta.

Suscitando il malcontento di tutti decide di farne la sua abitazione, sopraelevandola e unendola al castello con un passaggio coperto: lì deposita tutti i suoi tesori, i tessuti, i gioielli e i manoscritti preziosi della sua collezione.

Non gli basta. Per avere una sala di rappresentanza adeguata alle sue ambizioni fa decorare un’ampia stanza ricavata al secondo piano con una serie di affreschi e sceglie un soggetto fin ad allora mai dipinto in superfici di grandi dimensioni: il ciclo dei mesi rappresentati con scene di vita della corte e della campagna. Senza dubbio gli pare un tema adatto a dimostrare ai visitatori la ricchezza dei suoi possedimenti e gli effetti del suo buon governo. Per l’esecuzione, si rivolge a un pittore straniero, probabilmente uno di quelli che si guadagnavano la vita passando di corte in corte. Un artista ben aggiornato sulle ultime tendenze della pittura europea, forse da identificare con un “maestro Venceslao”, proveniente dalla Boemia e documentato a Trento nel 1397.

Ne verrà fuori un capolavoro. Gli undici riquadri dei mesi – il mese di marzo, dipinto sulla parete di legno, su cui appoggiava una scala a chiocciola, è andato perduto in un incendio – sono divisi da esili colonnine dipinte che non interrompono la continuità delle scene e danno l’illusione di una loggia aperta su tutt’e quattro i lati. Chi guarda ha l’impressione di essere circondato da un paesaggio che muta e si trasforma col trascorrere dell’anno. In tutti i mesi la vita degli aristocratici e quella dei contadini è raffigurata fianco a fianco: gli svaghi degli uni e le occupazioni degli altri variano col variare della stagione. 

Nel mese di gennaio il tono è quello tipico della pittura gotica cortese, attenta a trasfigurare i dettagli del quotidiano nell’incanto di una fiaba senza tempo. Nessun senso dello spazio o della profondità, ma un’estrema precisione nei particolari, come l’architettura del castello, dove si possono, addirittura, riconoscere le diverse fasi della costruzione, o le nuvole di un colore azzurro-ghiaccio che increspano il blu compatto del cielo. Quella che domina è una vena così narrativa da ricordare l’atmosfera giocosa dei versi di un poeta come Folgore da San Gimignano che, qualche anno prima, aveva descritto così gli svaghi del mese più freddo dell’inverno.

Uscir di fora alcuna volta al giorno,
gittando della neve bella e bianca
alle donzelle che staran da torno
e, quando fosse la compagnia stanca,
alla corte facciasi ritorno
e si riposi la brigata franca.

Il testo originale di Grazia si può leggere qui.

Dallo stesso ciclo: FebbraioAprileMaggioGiugnoLuglioAgosto, Settembre, Ottobre, Novembre.

Ancora sul mese di gennaio nei calendari medievali: Il calendario di pietra: gennaio.

A proposito di Alina Zvonareva

Алина Звонарева – кандидат филологических наук, преподаватель итальянского языка, переводчик поэзии. Совместно с Ириной Волковой основала сайт Italiano ConTesti в январе 2016 года. Alina Zvonareva è dottore di ricerca in filologa romanza, insegnante di italiano per stranieri, traduttrice di poesia. Insieme a Irina Volkova, ha fondato il sito Italiano ConTesti in gennaio 2016.

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