La festa di Sant’Efisio a Cagliari (Sardegna)

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Foto © Alberto Melis

В течение четырех дней, с 1 по 4 мая, в областном центре Сардинии, городе Кальяри, проходит  праздник, по своей красоте не уступающий Карнавалу. Ежегодно, на протяжении уже более 360 лет,  многотысячная процессия паломников из разных городов острова, в сардинских национальных костюмах,  сопровождает повозку со статуей святого Эфизия — покровителя города Кальяри, спасшего город от чумы — от церкви Стампаче, где хранится статуя, до пляжа Нора — места мученичества святого, расположенного на расстоянии более 30 километров от города.

(Более подробное описание праздника на русском языке вы можете прочесть здесь, а в этом блоге — много красивых фотографий праздника с личными впечатлениями на русском.)

Настроение праздника хорошо передано в следующем красочном видео без слов, в сопровождении сардинских традиционных мелодий.

Второй фильм, с пояснениями на итальянском языке, позволит вам познакомиться с праздником поближе:

Тем, кому сложно понимать итальянский на слух, мы предлагаем текст о празднике (а по гиперссылкам вас ждет интересная дополнительная информация).

Glossario

  • sciogliere il voto = compiere una solenne promessa liberamente fatta alla divinità
  • bagliore = splendore o luce improvisa – свечение
  • gremire = riempire in modo fitto – заполнять, переполнять
  • incarcerare = mettere in carcere
  • abiurare = rinunciare solennemente alla propria confessione religiosa – отречься (от собственной веры)
  • arciconfraternita = confraternita [= associazione di fedeli] principale che, per concessione pontificia, può aggregarne altre 
  • trainare = trascinare, trasportare o tirare un carico o un veicolo
  • conducente = in questo contesto: la persona che prepara il bue alla festa e lo fa partecipare alla processione
  • cocchio = carro, carrozza – карета, экипаж, повозка

Ogni anno, dal primo al quattro di maggio, la festa di Sant’Efisio riunisce i fedeli, gli abiti tradizionali e i colori di tutta la Sardegna in una processione commovente e grandiosa. Parte dalle stradine di Stampace, nel centro di Cagliari, gremite di folla e trasformate in un tappeto di petali di fiori, per arrivare alla spiaggia di Nora e quindi tornare alla chiesetta da cui è partita.

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Foto © Alberto Melis

È un lunghissimo pellegrinaggio con migliaia di devoti venuti da ogni parte dell’Isola, che sfilano a piedi, a cavallo o sulle traccas, i carri trainati dai buoi e ornati di fiori e frutta. Non è solo la più grande manifestazione religiosa, della cultura e dell’identità della Sardegna: è soprattutto una Promessa solenne fatta l’11 luglio 1652 dalla città al suo protettore. Da allora è sempre stata onorata, ogni primavera, per più di 350 anni, con profonda devozione e gratitudine sincera.

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Foto © Alberto Melis

Nel 1652 in Sardegna infuriava la peste. Le autorità cittadine chiesero aiuto con un Voto solenne a Sant’Efisio martire. Era un militare romano che, appena prima di essere giustiziato per la sua fede, aveva promesso di proteggere per sempre Cagliari e i suoi cittadini. Con il Voto, la città si impegnava a portare ogni anno la statua del Santo in processione, dal luogo in cui Efisio era stato incarcerato, nel quartiere di Stampace, fino alla spiaggia di Nora, a occidente sul golfo, dove aveva subìto il martirio. La peste finì. Da allora Cagliari ogni anno scioglie il suo Voto. Dall’anno della peste il Santo è stato invocato molte volte e, nella salvezza, i cittadini di Cagliari hanno sempre visto il suo intervento. Perché Efisio e la città sono legati indissolubilmente: dall’amore, dalla venerazione e dalle reciproche promesse, intrecciate e rispettate da secoli.

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Foto da qui

Sant’Efisio

Nato a Elìa Capitolina, una colonia romana nel seno di Gerusalemme nel 250 d.C., da madre pagana e padre cristiano, Efisio fu un ufficiale dell’esercito romano inviato in Italia per difendere gli interessi dell’Impero Romano e combattere il cristianesimo. Una leggenda devozionale narra che mentre era in marcia verso Napoli (o Brindisi) alla testa del suo reparto, il giovane ufficiale venne disarcionato da un bagliore improvviso e sul palmo della mano destra gli si impresse una croce: a seguito di questo episodio Efisio si convertì al cristianesimo. Accusato di infedeltà, venne imprigionato a Cagliari e nonostante l’intervento dell’aristocratica madre e dello stesso imperatore Diocleziano, che tentò invano prima con promesse, poi con torture, di farlo abiurare, venne decapitato il 15 gennaio 303 d.C. sulla spiaggia di Nora.

(Più dettagli sulla vita di Sant’Efisio si possono trovare qui e qui.)

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Foto © Alberto Melis

Per tutto l’anno ci si prepara alla festa. In ogni paese della Sardegna i devoti dedicano ogni cura agli abiti tradizionali, spesso antichi e preziosi, tramandati per generazioni.

A Stampace ci sono gli uomini dell’Arciconfraternita e le consorelle che si occupano della vestizione del Santo, e insieme ai cittadini addobbano a festa tutto il quartiere. Prima che inizi la processione verso Nora, nella chiesetta di Stampace si celebra una messa solenne, mentre fuori per le strade di Cagliari si radunano migliaia di persone che vogliono assistere alla processione. L’uscita del Santo dalla chiesa è uno dei momenti più commoventi di tutta la festa.

Sant’Efisio, a Stampace chiesa affollata per il rito della vestizione

Foto da qui

Cavalli e cavalieri si esercitano a sfilare in parata, i conducenti preparano i giganteschi e pazienti buoi alla fatica di trainare le traccas, i carri decorati di fiori che precederanno il cocchio dorato del Santo.

Foto da qui

La mattina del primo di maggio la carrozza esce nella piazzetta, dove lo aspettano, con le corna adorne di pannocchie di fiori, i due buoi scelti per trainarlo. Le strade sono coperte dalla ramadura: un coloratissimo e profumato tappeto di petali ed essenze odorose. Tutta la processione prepara il passaggio di Efisio: prima di lui sfilano i fedeli in abito tradizionale, le traccas, le confraternite religiose, i miliziani a cavallo con le antiche divise dalla giubba rossa. Ci sono anche i Carabinieri a cavallo che fanno strada al Santo, seguiti dalle “traccas”, e dietro un corteo enorme di uomini e donne con il tradizionale costume sardo, questi portano dolci e cibi del proprio paese, a seguire non mancano ogni anno i cavalieri del Campidano.

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“Sas traccas”, foto da qui

Figura molto importante è quella dell’Alter nos vestito con il frac e un capello a cilindro.

Filippo Petrucci - Alter Nos 357^ edizione Festa di Sant'Efisio

Foto © Filippo Petruccio

L’Alter Nos, in passato, aveva il compito di rappresentare il viceré, al collo porta una catena d’oro, il medaglione del “Tesòn d’oro” (vedi un video), che veniva conferito a re e principi e rappresenta l’ordine cavalleresco fondato nel XV secolo con lo scopo di diffondere il Cristianesimo. Nei nostri giorni, la figura dell’Alter Nos ha la funzione di rappresentare il sindaco della città di Cagliari.

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Foto da qui

La processione percorre le vie del quartiere Stampace per giungere fino alla Via Roma, vicino al porto, dove Sant’Efisio viene salutato dalle sirene delle navi e dei traghetti ormeggiati nei moli. Davanti al Municipio Efisio si ferma a ricevere l’omaggio della comunità, mentre suonano a festa le campane delle chiese e le sirene delle navi in porto. È forse il momento più suggestivo, ma è solo l’inizio del lungo pellegrinaggio fino alla spiaggia di Nora. Il giorno dopo, durante la mattinata, la processione arriva a Pula e successivamente il Santo viene trasferito a Nora dove è accompagnato a spalla nel luogo dove avvenne il suo martirio. Lo aspettano due giorni di celebrazioni, poi il lungo ritorno.

Il Santo ritorna a Cagliari il 4 maggio, vestito con gli abiti della festa e con i preziosi gioielli donati dai fedeli durante i secoli. A Cagliari Sant’Efisio viene riportato dai miliziani a cavallo nella chiesetta di Stampace, è ormai notte, ma nella chiesa tutta illuminata si celebra un’altra messa solenne, qui per circa un mese riceverà ancora le lodi e le preghiere dei suoi fedeli. Lo aspettano due giorni di celebrazioni, poi il lungo ritorno.

Testo da qui e qui.

L’album completo di Alberto Melis dedicato alla festa.

Для тех, кто дочитал до конца – еще одно видео – документальный фильм о том, как проходил праздник святого Эфизия в 1945 г.оду.

A proposito di Irina Volkova

Ирина Волкова – литературный агент, переводчик с итальянского и английского языков, преподаватель итальянского языка. Совместно с Алиной Звонаревой основала сайт Italiano ConTesti в январе 2016 года. Irina Volkova è traduttrice e interprete (italiano-russo e inglese-russo), agente letteraria, insegnante di italiano come lingua straniera. Insieme a Alina Zvonareva, ha fondato Italiano ConTesti in gennaio 2016.

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