Le Arche Scaligere: l’imponente e maestoso mausoleo dei signori di Verona

Наш рассказ о Вероне мы начнем не с балкона Джульетты и не со знаменитой Арены, на которой проходят оперные спектакли. Наше внимание привлекли необычные готические саркофаги, увенчанные конными статуями. Кого изображают эти статуи? Почему лестницы и собаки стали символом правителей Вероны, и при чем тут Данте и «Божественная комедия»? Обо всем этом вы узнаете из текста*. А поскольку текст средней сложности, то предлагаем вам учиться работать с толковым словарем.
© Wikimedia Commons

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Domande sul testo

  • Perché le Arche scaligere si chiamano così?
  • Chi erano gli Scaligeri? Chi era Cangrande? Che cosa lo lega a Dante Alighieri?
  • Come si traducono in russo fodero e arco a sesto acuto?

Glossario monolingue

  • fodero – (dal germanico fodr – custodia) guaina della spada e simili
  • sesto – linea curva d’ intradosso di un arco (intradosso – superficie interna concava di una volta o di un arco)
  • arco a sesto acuto = arco ogivale – una forma d’arco tipica dell’arte gotica
  • monumento equestre – una statua di un uomo a cavallo
  • tabernacolo – edicola o nicchia in cui sono conservate reliquie o immagini sacri, posta nelle chiese o lungo le strade
  • imprese belliche – imprese di guerra, battaglie

Passeggiando per il centro di Verona, è impossibile non fermarsi ad ammirare le arche scaligere, le antiche tombe dei membri della famiglia Scala, che resse le sorti di Verona dal 1262 al 1387. Maestose, slanciate e monumentali, eleganti e solenni allo stesso tempo, ma anche un po’ inquietanti con quei cavalli in posa montati dai loro signori che sembrano quasi balzare giù da un momento all’altro dalla sommità del baldacchino che copre i sarcofaghi scolpiti per ospitare i loro corpi, le arche scaligere sono, oltre che uno dei complessi monumentali più importanti della città, anche un notevole capolavoro d’arte gotica, incredibile fusione tra scultura e architettura.

Si trovano nel cuore medievale di Verona, vicino alla chiesa di Santa Maria Antica: siamo a pochi passi da piazza dei Signori, la principale piazza del centro. Il mausoleo degli Scaligeri è un complesso formato da tre arche principali, quelle che meglio si notano, vale a dire quelle a baldacchino (la più antica è l’arca di Cangrande, alla quale seguirono quelle di Mastino II e di Cansignorio) e dalle tombe di altri sei membri della famiglia: Mastino I, Alberto I, Bartolomeo, Alboino, Giovanni e Cangrande II. La prima delle arche a essere realizzata fu, come si diceva, quella di Cangrande della Scala (1291-1329), il membro forse più famoso della dinastia, celebre anche in quanto fu probabilmente il più sensibile nei confronti delle arti e delle lettere: in questo campo si ricorda soprattutto la famosa epistola in cui Dante Alighieri dedica a Cangrande il Paradiso della sua Commedia.

L’arca di Cangrande è addossata alla chiesa di Santa Maria Antica, e ne sormonta l’ingresso: così, chi entra in questa chiesa che fu cara alla dinastia, compie un ideale omaggio al più illustre dei signori di Verona. L’impianto è tipico dell’arte gotica: due colonne reggono un arco a sesto acuto su cui si innesta il baldacchino, e sopra la sommità di quest’ultimo troviamo il monumento equestre di Cangrande: quello che vediamo oggi nella piazzetta è una copia, perché l’originale, per motivi di conservazione, è stato spostato nel Museo di Castelvecchio.

Alla figura un po’ sinistra del cavallo avvolto nella sua gualdrappa mossa dal vento e che si gira di scatto verso l’osservatore, fa da contraltare il volto sorridente del signore in armatura, colto nell’atto di riporre la spada nel fodero, a simboleggiare la pace che seppe stabilire dopo molti conflitti con le città vicine: i suoi concittadini vollero scolpirlo sorridente per ricordare la benevolenza che Cangrande aveva sempre dimostrato nei confronti di Verona. E infatti, di lui i veronesi hanno sempre serbato un buon ricordo. Sotto al tabernacolo si trova il sarcofago entro il quale Cangrande riposa: è sorretto da quattro cani (il cane è un simbolo scaligero, e lo attestano bene anche i nomi di molti membri della famiglia) che mostrano all’osservatore lo stemma della famiglia (raffigurante, semplicemente, una scala), ed è decorato con motivi religiosi e militari, come le allegorie delle numerose conquiste ottenute da Cangrande durante le proprie imprese belliche. Il sarcofago è sormontato da un letto su cui giace la statua del signore, che tiene tra le mani la sua spada. Si ritiene che l’arca di Cangrande sia opera del Maestro di Sant’Anastasia, autore di altre sculture che si trovano in giro per la città: alcune sono anch’esse al Museo di Castelvecchio.

Nella bella Verona, quindi, una tappa a questo complesso è obbligatoria. Non si tratta solo di osservare una serie di emozionanti capolavori d’arte, e di lasciarsi trasportare da uno dei massimi risultati raggiunti dall’arte gotica in città. Si tratta anche e soprattutto di ripercorrere l’affascinante epopea di una famiglia che per più di cento anni governò una delle città più potenti d’Italia, che arrivò a estendere i propri domini fin sul mar Tirreno, e di celebrare il luogo della memoria della signoria scaligera e dei tempi in cui i membri della famiglia Scala la portarono alla sua massima espansione: un luogo della memoria particolarmente caro ai veronesi, che da secoli contribuisce a formare la loro identità storica e culturale.

Testo di Federico Giannini e Ilaria Baratta. Qui trovi l’articolo completo.

* Leggi anche il nostro materiale sulle tombe di un guerriero troiano e del suo cane che si trovano abbastanza vicino a Verona.

A proposito di Irina Volkova

Ирина Волкова – литературный агент, переводчик с итальянского и английского языков, преподаватель итальянского языка. Совместно с Алиной Звонаревой основала сайт Italiano ConTesti в январе 2016 года. Irina Volkova è traduttrice e interprete (italiano-russo e inglese-russo), agente letteraria, insegnante di italiano come lingua straniera. Insieme a Alina Zvonareva, ha fondato Italiano ConTesti in gennaio 2016.

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