Каждый год в Риме совершается благословение животных. Происходит это 17 января, в день святого покровителя домашних животных Антония Великого (Sant’Antonio Abate – он не имеет отношения к святому Антонию Падуанскому, Sant’Antonio di Padova). В наши дни на благословение привозят, в основном, домашних питомцев (собак, кошек, попугаев и т.п.), а в XIX веке эта церемония проходила с гораздо бóльшим размахом: здесь можно было увидеть свиней и коров, кур и гусей… Знатные синьоры приводили на благословение лошадей из упряжки своих карет, а люди победнее приходили в сопровождении домашнего скота. Не всегда благословение животных совершалось на одном и том же месте: изначально этот обряд проходил перед входом в церковь Антония Великого (недалеко от церкви Санта-Мария-Маджоре), но конце XIX века животных стали благословлять перед соседней церковью cв. Евсевия (Sant’Eusebio), чтобы не мешать дорожному движению. Церемония была невероятно зрелищной и притягивала большое количество туристов (гораздо больше, чем сейчас). В числе этих туристов – Гете и Андерсен (оба они оставили записи с описанием увиденного и своих впечатлений), а также несколько художников, запечатлевших благословение животных в своих картинах: среди них датчанин Вильгельм Марстранд и француз Антуан-Жан-Батист Тома.
Разумеется, обряд благословения животных описывали не только иностранцы, но и сами римляне – например, поэт Джузеппе Джоаккино Белли (1791-1863), писавший на римском диалекте и известный русскоязычным читателям в прекрасных переводах Евгения Солоновича. Нашему итальянской текст об этой традиции содержит короткую цитату из Белли: в ней всего семь слов, но черты романеско в них очень заметны – может быть, кто-нибудь захочет попробовать их описать? В случае римского диалекта это достаточно просто.
Domande e suggerimenti
- Che cosa pensate di questa tradizione di benedire gli animali? E che cosa pensate della concorrenza tra varie chiese, nata a causa di questa benedizione?
- Che cosa significa il termine funzione, nel primo paragrafo (non si tratta del suo significato più diffuso)? Quali sinonimi di questo termine sono usati nel testo?
- Trovate nel testo le parole ed espressioni che significano:
inizialmente
far cambiare percorso, far deviare dalla rotta prestabilita
azione del procedere in fila
animale a quattro zampe
arredo sacro usato per benedire con acqua santa
notevole, importante, visibile
la parte più sgradevole di un fatto
conducente di veicoli trainati da cavalli
pagare grosse somme di denaro
La benedizione degli animali
Ogni anno il 17 gennaio, davanti alla chiesa di Sant’Eusebio, all’angolo tra via Napoleone III e piazza Vittorio, si rinnova una tradizionale quanto curiosa funzione: quella della benedizione degli animali.
Il rito è celebrato oggi in forma assai ridotta rispetto al passato e i partecipanti si sono ristretti ai soli animali domestici, come cani, gatti e canarini. Nei secoli scorsi, la cerimonia si svolgeva invece con grande sfarzo: gli animali da benedire erano numerosissimi e andavano dai buoi agli asini, dagli animali da cortile fino ai cavalli delle carrozze dei nobili. La benedizione, poi, aveva luogo in origine nella vicina chiesa di Sant’Antonio Abate, il santo protettore degli animali, e solo quest’ultimo secolo è stata dirottata, per motivi di traffico, a Sant’Eusebio.
La cerimonia, di grande attrazione per gli stranieri, si ripeteva spesso per diversi giorni e cominciava fin dalle prime ore del mattino del 17 con la sfilata di tutti i quadrupedi, tra due ali di folla, fino alla chiesa. Qui un sacerdote, munito di un grande aspersorio, spruzzava energicamente le bestie impartendo loro la benedizione. Fra le testimonianze scritte giunteci dell’avvenimento ci sono anche quelle di Goethe e di Andersen, mentre la scena è stata immortalata in una litografia di A.J.B. Thomas del 1823, in un acquerello di Bartolomeo Pinelli del 1831 e in un quadro del danese Wilhelm Mastrand del 1838.
Naturalmente la benedizione richiedeva un’offerta da parte dei proprietari delle bestie alla chiesa di Sant’Antonio; essa andava da quelle in natura dei contadini a quelle cospicue in denaro dei nobili.Con una punta di ironia Goethe nel 1787 ricordava una nota dolente della festa: i cocchieri devoti portano ceri grandi e piccoli, “i padroni mandano elemosine e doni, con i quali i preziosi ed utili animali sono garantiti da ogni disgrazia”. Il Belli non si lasciava sfuggire quest’ottima occasione per lanciare l’ennesima sferzata contro la chiesa, personificata in questo caso da “cuer [= quel – A.Z] pezzo de demonio de don Pangrazzio”, che se aveva un gran daffare con il suo aspersorio, ancor più era impegnato a raccogliere le offerte.
Il giro di interessi economici legato alla cerimonia divenne così rilevante da indurre i parroci di altre chiese a tentare di “farlo proprio”, approfittando del fatto che alcuni nobili, elargendo lauti compensi, chiedevano funzioni riservate ai propri animali.
Ciò portò ad una concorrenza tra Sant’Antonio Abate e altre chiese romane per l’esclusiva sulla benedizione degli animali, tanto che nel 1831 il cardinale vicario dovette intervenire minacciando la sospensione a divinis per chi avesse compiuto il rito al di fuori della chiesa di Sant’Antonio.
Il testo e le immagini sono stati presi da qui.

