Мы предлагаем вам прочесть еще одну статью о традиционных сладостях Пьемонта: сегодня речь пойдет о печенье из кукурузной муки, канестрелли («корзиночках») по-пьемонтски и печенье брут-э-бон (буквальный перевод с диалекта — «некрасивые и вкусные», или «некрасивые и добрые», ведь в итальянском языке и диалектах Италии эти понятия обозначаются одним и тем же словом). Текст рассчитан на средний уровень владения итальянским, а наиболее сложные слова Анна Коронато, автор статьи, объясняет в глоссарии, который вы найдете под текстом.
Nel nostro articolo dell’11 giugno scorso vi abbiamo raccontato la storia di tre deliziosi biscotti tipici piemontesi: i torcetti, i baci di dama, i krumiri. Oggi ve ne descriviamo altri tre, altrettanto squisiti e caratteristici della pasticceria del Piemonte.
Le paste di meliga: sono dolci tipici della zona del Cuneese, ma diffusi anche nel Torinese e in provincia di Biella. La loro origine è molto antica: a Barge, comune nella provincia di Cuneo, vengono preparate seguendo una ricetta familiare che si tramanda da ben cinque generazioni e sono chiamate “batiaje”, in quanto in passato venivano offerte durante la festa del battesimo (“batjè” in piemontese significa battezzare). Ingrediente principale di questi biscotti è la farina di mais (“meliga” in dialetto) che regala loro un sapore unico, molto piacevole. Si narra tra l’altro che i fornai iniziarono ad aggiungere la farina di mais alle loro preparazioni non per arricchire il gusto ma per necessità, a causa di un aumento del prezzo del frumento. Di consistenza friabile, le paste di meliga sono buone a colazione o a merenda, nel latte e nel tè, oppure mangiate in abbinamento con un Moscato d’Asti.
I canestrelli: sono dolci prodotti in diverse zone del Piemonte, con ricette e forme diverse. Il loro nome deriva dai “canestri”, cesti di vimini intrecciati nei quali si usava porre i dolci dopo la cottura. Molto caratteristici sono i canestrelli del Canavese, delle cialde tonde dalle forme irregolari. La ricetta tipica di quest’area geografica prevede i seguenti ingredienti: farina 00, uova, zucchero, burro, cacao zuccherato, cacao amaro, noce moscata, rhum o maraschino. Ne esistono però anche varianti aromatizzate al limone, al caffè, alla nocciola ed altri gusti. Particolare e delicato è il procedimento di produzione tradizionale: l’impasto viene modellato attraverso formatura, schiacciandolo tra due piastre di ferro poste all’estremità di una lunga pinza, e poi cotto direttamente sul fuoco, finché il biscotto assume il suo tipico colore scuro. Le piastre incidono il canestrello come un vero e proprio conio, trasferendo sulla superficie della cialda ottenuta le decorazioni o le iniziali della famiglia proprietaria dello speciale attrezzo. Esistono famiglie che ancora oggi preparano in casa i canestrelli, utilizzando gli stessi ferri del mestiere tramandati da generazioni. I canestrelli accompagnano bene i dolci al cucchiaio, i gelati, oppure il tè.
I “Brut e Bon”: il nome, in dialetto piemontese,, in italiano significa “brutti e buoni”. Il loro aspetto, in effetti, è piuttosto brutto, ma il sapore è ottimo. Si tratta di dolci di pasticceria secca dalla forma volutamente irregolare e dalla consistenza croccante e leggera. Gli ingredienti, che possono variare a seconda della zona, sono molto semplici: mandorle o nocciole tostate (ma anche le due assieme), zucchero semolato, albume d’uovo e vaniglia. Talvolta possono essere aromatizzati alla cannella o ricoperti di cioccolato. I “brut e bon” sono prodotti da secoli, inventati probabilmente per utilizzare gli avanzi di cucina. Infatti nella ricetta compare l’albume, ingrediente spesso scartato nelle preparazioni tipiche piemontesi, e la frutta secca si utilizza “rotta”, come se fosse un avanzo. Ma saper creare vere delizie partendo da ingredienti poveri e semplici è un’abilità propria dei pasticcieri del Piemonte, ed i “brut e bon”, assieme ad altri dolci di cui vi abbiamo parlato, ne sono una buona dimostrazione.
Glossario
- frumento: (sin. grano) 1. pianta erbacea che produce infiorescenze in spighe composte, i cui frutti (chicchi) danno farina per pane e per paste alimentari. 2. insieme dei chicchi che si raccolgono dalle spighe di frumento
- maraschino: liquore che si prepara distillando le marasche (piccole ciliegie dl colore rosso scuro caratterizzate da polpa succosa e acidula)
- cialda: sfoglia di farina impastata che si cuoce schiacciata entro un apposito stampo (di metallo o terracotta) arroventato
- pinza: utensile, generalmente in metallo, usato per afferrare e stringere
- conio: stampo usato per imprimere disegni, numeri, lettere, ecc. su monete o medaglie
- ferro del mestiere: utensile, attrezzo, necessario per svolgere un determinato lavoro
- zucchero semolato: zucchero di uso comune raffinato e ridotto in piccoli granelli
Se volete provare a preparare questi biscotti piemontesi, qui potete trovare delle ricette abbastanza semplici: paste di meliga, canestrelli, brut e bon.


