“Giotto, l’Italia”: come giudicare il valore di un artista?

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Giotto, “Polittico Baroncelli” (Firenze, Santa Croce)

У этого средневекового художник младенец Иисус трогательно сосет палец, цепляется за материнскую одежду или гладит Марию по щеке. Но насколько правомерно видеть ценность искусства Джотто только в элементах реализма, а в нем самом – лишь предвестника Возрождения?

Видео снято по случаю выставки Джотто в Милане (сентябрь 2015 – январь 2016).

Vi proponiamo anche un testo – più difficile – che permette di approfondire un po’ l’argomento e che potrebbe diventare uno spunto di riflessione e di discussione. Secondo voi, l’importanza di un’opera d’arte va vista in funzione degli artisti successivi (in altre parole, come una sorta di preparazione)? Oppure l’arte va giudicata di per se stessa, nell’ambito dell’eta in cui è nata?

“Giotto, ‘Italia”: mostra a Milano, di Maria Paola Forlani

Si è aperta la mostra Giotto, l’Italia allestita a Palazzo Reale di Milano fino al 10 gennaio 2016 a cura di Pietro Petraroia e Serena Romano, grande evento espositivo che conclude il semestre di Expo 2015.

Intorno alla figura di Giotto di Bondone (Colle di Vespignano, Firenze, 1266 c. – Firenze, 1337) sono fiorite, fin dal XIV e XV secolo, molte leggende, fra le più note delle quali è quella che narra come Cimabue avrebbe scoperto casualmente le doti innate di Giotto, giovane e povero pastore sui monti del nativo Muggello, scorgendolo mentre era intento a ritrarre una pecora su un sasso e conducendolo poi con sé in città per istruirlo.

L’aneddoto, pubblicato per la prima volta da Lorenzo Ghiberti nel 1455, riflette le idee della storiografia antica, perché, come altri anteriori, sottolinea la facoltà, del pittore di essere, secondo quanto dirà Vasari, “buono imitatore della natura” ancor più di Cimabue e, per questo, precursore delle teorie rinascimentali, senza che nessuno potesse averglielo insegnato, data l’epoca in cui – lo afferma un autore del Seicento – “ancor bambina avvolta in fasce se ne stava la pittura”.

Questa valutazione di Giotto, la cui importanza è vista solo in funzione degli artisti successivi, è antistorica. La sua pittura non deve essere giudicata come preparazione, ma di per se stessa, nell’ambito dell’età in cui è nata.

Il valore del pittore non consiste certo nel saper imitare la natura, ma nel riuscire a esprimere la propria concezione del mondo e quella della sua società. Questa è la grandezza di Giotto: egli è interprete della collettività borghese, laica e religiosa al tempo stesso, una collettività che crede nell’importanza del lavoro attraverso il quale elabora la materia, che crede nell’importanza del lavoro attraverso il quale al servizio dell’intelligenza si può dare forma alle cose, costruire città, chiese, case, ornarle con affreschi e con sculture.

Giotto, sceso dai monti del Mugello nella vicina Firenze, sarebbe stato dunque allievo di Cimabue, secondo l’antichissima tradizione, che si è voluta talvolta negare, ma che è invece accettabile perché egli eredita dal maestro proprio questa concezione e il senso del volume, realizzato con il chiaroscuro ed enucleato con la linea di contorno.

Se accettiamo l’alunnato presso Cimabue, dobbiamo ritenere che il giovane allievo si sia recato, con tutti gli altri discepoli e collaboratori, ad Assisi per aiutarlo nella decorazione dell’abside e nel transetto della Basilica Superiore. Qui la sua cultura, a contatto con pittori romani che decorano la navata, si amplia; si giustificano così gli elementi romani che si trovano nelle sue opere future e che hanno talvolta generato perplessità nella critica, senza con questo voler negare le possibilità di un soggiorno a Roma, dove deve aver conosciuto Arnolfo di Cambio e, più tardi, Pietro Cavallini.

La mostra “Giotto, l’Italia” procede per tappe, o nuclei, la cui sequenza cronologica disegna anche lo svolgimento della vita dell’artista, della sua prima formazione e giovinezza, ai grandi successi della maturità, ai fasti della parte finale della vita.

Il testo continua qui.

A proposito di Alina Zvonareva

Алина Звонарева – кандидат филологических наук, преподаватель итальянского языка, переводчик поэзии. Главный редактор проекта Italiano ConTesti / "Итальянские контексты". Alina Zvonareva è dottore di ricerca in filologa romanza, insegnante di italiano per stranieri, traduttrice di poesia. Ha fondato il sito Italiano ConTesti in gennaio 2016.

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